Bosa, il borgo sul fiume

Questa terra non assomiglia ad alcun altro luogo

David Herbert Lawrence

Bosa, il centro più importante della Planargia, è uno dei borghi più suggestivi della Sardegna per i paesaggi incontaminati, il centro storico medioevale, il castello con le sue leggende e le antiche tradizioni, tra cui il famosissimo carnevale. Ma è soprattutto il suo fiume che la rende unica e indimenticabile.

Questo incantevole gioiello in provincia di Oristano, sulla costa nord-ovest della Sardegna a un’ora di viaggio da Alghero, si trova sull’estuario del Temo, l’unico fiume navigabile della regione. Ed è intorno al Temo che si è sempre svolta la storia di Bosa che, pur essendo affacciata sul mare e circondata da montagne, è innanzitutto un borgo sul fiume, nelle cui acque si riflettono i palazzi di tutti i colori dell’arcobaleno e le antiche concerie del centro storico.

Bosa ha origini antichissime. La presenza sul territorio di numerose “Domus de Janas” e di nuraghi dimostra che il sito era abitato fin dall’ epoca preistorica. Al tempo dei Fenici e poi dei Romani, Bosa fu uno scalo strategico lungo la rotta transmediterranea, grazie alla presenza di un corso d’acqua navigabile che permetteva un agevole collegamento tra il mare e l’interno. Entrambi i popoli costruirono insediamenti nell’area. La città romana, Bosa Vetus, sorgeva più all’interno del borgo attuale. In epoca medievale, la nobile famiglia toscana dei Malaspina, che regnò nell’isola tra il XIII e il XIV secolo, costruì l’imponente castello che, dalla cima del monte Serravalle, ancora oggi domina il borgo. Gli abitanti di Bosa Vetus si trasferirono un po’ alla volta sotto la rocca in cerca di protezione, fondando il quartiere sa Costa. Nei secoli seguenti gli Aragonesi di Spagna e la casata sarda degli Arborea si avvicendarono al governo della città fino ai primi del 1400, quando gli spagnoli vi si insediarono definitivamente e vi rimasero per oltre tre secoli. Dal 1720 al 1861, anno dell’Unità d’Italia, Bosa fu governata dai Savoia.

il borgo medievale Sa Costa, dominato dal castello dei Malaspina, è caratterizzato da un intreccio di vicoli raccordati da scalinate in trachite, su cui si affacciano abitazioni povere e edifici di pregio in un amalgama urbano che è tra i più originali della Sardegna.

Nel quartiere Sa Piatta, che comprende il corso Vittorio Emanuele, dopo il Ponte Vecchio si trova la cattedrale dell’Immacolata, la chiesa del Rosario e la piazzetta con la fontana in marmo, circondata dagli archi del seicentesco palazzo Delitala e dal settecentesco palazzo Don Carlo.

Dirigendosi verso il mare, sulla sponda opposta del fiume, si affaccia il quartiere conciario di Sas Conzas, il complesso architettonico della Bosa ottocentesca. Oggi le concerie sono monumento nazionale e sono degli splendidi esempi di archeologia industriale. Arrivati a Bosa Marina si può ammirare la grande torre Aragonese dell’Isola Rossa, che sorveglia l’ampia spiaggia ed è un esempio di architettura militare del Cinquecento.

Le feste a Bosa sono molto particolari. La seconda domenica di settembre si festeggia Nostra Signora di Regnos Altos con una lunga processione che si snoda dal quartiere di Sa Costa fino al Castello dove viene celebrata la messa. Caratteristico anche il Carnevale bosano, i cui momenti più importanti sono:  il giovedì “laldaggiolu”, la domenica di Carnevale (si rappresenta la nascita del carnevale), martedì grasso con “S’Attitidu” (pianto per la morte del carnevale – la mattina) e “Giolzi” (i pupazzi simbolo del carnevale vengono bruciati – la notte). Infine, la prima domenica di agosto, una spettacolare processione di barche sul fiume Temo per Santa Maria del Mare.

You may also like

Leave a Reply